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Logica #2: il duro lavoro delle ferie.

Finalmente eccoci qui: le tanto agognate ferie d’agosto sono arrivate, anzi, ormai quasi trascorse. I programmi? Riposare, vedere posti bellissimi – o, almeno, provarci – e trovare un po’ di tempo per fare ciò che si riesce a svolgere sempre un po’ troppo di rado durante il resto dell’anno. Ma anche dormire. Tanto. Recuperare tutto il sonno perduto, e fare scorta per quello che si riperderà a partire da settembre.

Ma… prova a pensare: è davvero tutto qui? Il caldo, il mare (o la montagna), il dolce-far-niente, l’ansia delle prenotazioni, la tristezza del rientro? Forse no. Anzi, certamente non è così: ogni giorno andrebbe vissuto con quel tocco di adrenalina e di amore verso sé stessi e verso ciò che si fa. Le ferie, a questo punto, diventerebbero il coronamento di giorni altrettanto belli e un po’ meno banali.

Personalmente, da queste ferie d’agosto mi aspetto chiarezza: mentre siamo lì, in panciolle sotto l’ombrellone, o immersi nel verde delle Dolomiti, il riposo dovrebbe portarci a maturare qualche consapevolezza, ricaricando le pile per settembre, per mettere ordine in ciò che si fa, lavorativamente e non solo, cercando magari di semplificare, e migliorare. Come prima, più di prima. Perché il “chiuso per ferie” non indica che anche il nostro cervello abbia completamente staccato la spina: lui sta sempre lì, in balia dei nostri input, tra il sollazzo e qualche piccola scossetta che accende il fulgore di una buona idea, da mettere in valigia e portare a casa, tra le conchiglie e i vasetti di marmellata.

 

Ripensa, valuta e riformula

Uscendo dalle solite mura, gli occhi spaziano, e i polmoni assaggiano un’aria nuova. Qui, in questo etere tutto nuovo, possiamo fermarci un attimo a pensare; anzi: a ri-pensare. E a valutare, con semplici domande quello che abbiamo fatto finora. Insomma, un po’ come quando si era piccini, e ci si riprometteva di iniziare a settembre con impegno, senza scarabocchiare il diario o lo zaino nuovo già da luglio: cosa vuoi portarti dietro dell’ultimo periodo al lavoro, e cosa vorresti riformulare? Dal tuo sito web, con le sue immagini e i testi che non ti convincono più, fino al modo di relazionarti con i tuoi clienti, da ri-ponderare, o al colore dei muri dell’ufficio. Le ferie sono un ottimo momento per i ripensamenti positivi, purché ci si ricordi di annotare i cambiamenti che vogliamo apportare al nostro ritorno! Ricorda: Dropbox, Asana o Evernote sul cellulare sono tuoi grandi alleati.

Fai progetti

Sognare davanti a un orizzonte nuovo: è una sensazione bellissima. Pensa, dunque, di fare progetti che non siano solo promesse da marinaio: è tanto che vuoi iniziare o riprendere a scrivere? Fallo (questo post, d’altronde, è frutto di un ponderare estivo); oppure, pensi che rivedere la tua strategia comunicativa possa aiutarti? Bene, pensa ai primi passi da compiere, ricerca le giuste figure che possono aiutarti in questa piccola missione, e ricordati di contattarle a settembre. Anche loro, dopo una buona dose di riposo, saranno certamente pronte, con nuove idee ed energie. Infine studia, leggi, informati, ritagliati un piccolo spazio sotto l’ombrellone, o su una panchina per informarti su ciò che ami e su ciò che ti serve nel lavoro.

Non sentirti in colpa

Qualche tempo fa, Annamaria Testa ha pubblicato un articolo che parlava della Sindrome dell’impostore: l’ho trovato un articolo bellissimo, di conforto. Ma anche di enorme utilità: il succo è, parafrasando le parole della copywriter, che le persone capaci, spesso, pensano di non meritarsi i successi che, con fatica, riscuotono. E con un meccanismo del tutto simile, quasi a orologeria, noi freelance, dopo una scossa d’adrenalina al pensiero di chiudere PC e studio, veniamo investiti dall’abissale senso di colpa del dolce far niente. Come se un po’ di meritato riposo rischiasse di mettere a repentaglio un anno intero di lavoro, e come se i clienti fuggissero appena impostato il nostro stato su Skype come “assente”. No, tranquilli: non scappa nessuno. Bando, quindi, a ogni cardiopalma. Il riposo è meritato anzi, è una cura. Organizziamolo, godiamocelo a pieno, e smettiamo di negarcelo con inutili frustrazioni: pensiamo, anzi, a farlo fruttare, dedicando tempo a ciò che più amiamo. Sarà una fresca sorgente d’ispirazione, il tempo speso così. E torneremo, poi, più potenti, concentrati e con numerosi spunti.

 

Tre piccole mosse molto semplici e non del tutto pragmatiche. Ma attenzione: nel prossimo post parleremo, nel concreto, di come ristrutturare una strategia di comunicazione, con un piccolo vademecum per i contenuti editoriali: cosa scrivere, quando, dove. Non perdertelo! E ora… goditi le tue ferie, pensa, ripensa e riformula. A presto!